Marsala e Mozia

Marsala's cathedral, by Archenzo. 2005

Marsala’s cathedral, by Archenzo. 2005

Marsala (Maissàla in siciliano) è una città italiana di 82.390 abitanti della Provincia di Trapani, sulla costa occidentale della Sicilia. Marsala è il quinto comune siciliano per numero di abitanti , la 63esima città più grande d’Italia. Il suo nome deriva dall’arabo “Marsa Allah”, letteralmente “Porto di Dio”. È famosa soprattutto perché nelle sue terre avviene la produzione dell’omonimo vino liquoroso ma deve molto della sua fama anche allo sbarco di Garibaldi, avvenuto qui nel maggio 1860 durante la Spedizione dei Mille. Marsala è per numero di abitanti la quinta città della Sicilia (dopo Palermo, Catania, Messina e Siracusa), nonché la 63a città più grande d’Italia,[1] è inoltre il maggior centro agricolo, industriale e commerciale della provincia di Trapani, per tali motivi aspira da quasi cento anni a diventare capoluogo di provincia. È Città del Vino dal 1987.
Nei suoi 250 km quadrati di estensione ha un ricco patrimonio culturale e paesaggistico, nel suo territorio comprende, ad esempio, la riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala.

Sorge sulle rovine dell’antica città punica di Lilibeo, dal cui nome deriva l’appellativo di “lilibetani” per i suoi abitanti.
La sua fondazione è strettamente legata a quella di Mozia, una delle isole dell’arcipelago, fondata nel VIII a.C., che è stata un’importante città fenicio-punica. Rappresenta la Capitale mondiale dell’Archeologia Navale[senza fonte], poiché nel Museo del Baglio Anselmi vi sono custoditi i resti di una nave punica, unico reperto archeologico al mondo di imbarcazione da combattimento; risalente al 241 a.C., anno delle guerre puniche combattute davanti al mare di Lilybeo. Durante la prima delle tre guerre puniche, fu assediata dai romani, e difesa dal comandante punico Imilcone. Da qui lo storico assedio di Lilibeo, di cui ebbero la meglio proprio i romani.
La storia di Masala – Risulta impossibile affermare con esattezza il momento in cui i primi abitanti si stabilirono nel territorio di Marsala. Le tracce più antiche risalgono al Paleolitico Inferiore ma resti di antichi insediamenti vengono continuamente portati alla luce ancora oggi.
L’unica cosa certa è che la prima area a svilupparsi in senso urbano fu l’isola di Mozia , grazie ai Cartaginesi che ne fecero un’importante scalo commerciale per i loro traffici nel Mediterraneo.

Nel 397 a .C., Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, nel tentativo di diventare unico signore della Sicilia, ridusse Mozia ad un cumulo di macerie.
Gli abitanti si rifugiarono allora nel promontorio antistante dove sorse la città di Lilibeo, così chiamata per la sua posizione geografica: rivolta verso la Libia , per i Fenici “Lelub”.
Durante le guerre puniche , che Romani e Cartaginesi combatterono in queste acque, Lilibeo mantenne un ruolo di primo piano: la sua posizione strategica sul mare e la difficoltà dei suoi fondali rendevano la città inespugnabile per chi non ne avesse una conoscenza approfondita.
Era il quattordicesimo anno della 1° guerra punica ( 250 a .C. ) quando l’esercito romano giunse a Lilybeo con 200 navi per porvi l’assedio e ne passarono altri 10 prima che riuscisse ad averla vinta. Sulla scia dei Cartaginesi, i Romani continuarono a sfruttare la città come base navale.
Durante questo periodo, venne inviato come questore a Lilibeo Marco Tullio Cicerone che la definì “splendidissima civitas”.
Ricoperta di onori ma sempre al centro delle guerre espansionistiche di Roma, decadde insieme all’impero, fu devastata dai vandali ( sec. VI ) e rifiorì a nuovo splendore sotto la dominazione degli Arabi che ne cambiarono il nome in Marsa Ali ( porto di Ali ). La città si arricchì allora di raffinati palazzi e moschee, purtroppo andati completamente distrutti. La grandezza storico-artistica di Marsala risiede proprio nel fatto che le sue terre furono attraversate da diverse popolazioni e culture, ognuna delle quali ha lasciato i suoi segni nell’arte e nelle tradizioni locali.
Se niente è rimasto dell’architettura di quel periodo, è anche vero che le tracce della dominazione araba si ritrovano in alcuni piatti tipici, come il cous cous, la cubbaita e gli sfinci, nella toponomastica e in numerose parole dialettali.
Fu poi la volta di Normanni, Svevi, Angioini. Nel 1282, anno dei Vespri Siciliani, la popolazione si ribellò al duro governo dei francesi e passò sotto le mani degli Aragonesi. La dominazione spagnola rappresenta il periodo più difficile della storia della città, lasciata ad una lenta decadenza, dilaniata dai banditi e dalle incursioni dei pirati. Alla seconda metà del ’500 risale la costruzione del quartiere militare, in Via Garibaldi, oggi sede di alcuni uffici comunali.

Ricostruzione delle fortificazioni dell'ingresso del cothon di Mozia di Aldo Ferruggia

Ricostruzione delle fortificazioni dell’ingresso del cothon di Mozia
di Aldo Ferruggia


E’ anche vero però che, nel 1500, Marsala appariva come un centro dotato di una fiorente attività economica fondata sulla cerealicoltura, l’allevamento e la produzione del sale per il quale furono costruiti gli impianti tutt’ora funzionanti nella zona dello Stagnone.
Il vino rimase invece un’attività riservata al fabbisogno locale fino al 1700, quando i mercanti inglesi lo resero famoso in tutto il mondo.
L’11 maggio 1860 Marsala entra ufficialmente nella storia dell’unificazione d’Italia.
Garibaldi sbarca nel porto di Marsala con i suoi Mille e, insieme ai “picciotti” siciliani che si uniscono alla spedizione, libera l’Italia meridionale dall’opprimente regno borbonico per consegnarla poi a Vittorio Emanuele. Ogni anno a Marsala, l’11 maggio, le manifestazioni cittadine ricordano quest’importante pagina di storia.
Molto tempo dopo, nel 1943, sempre l’11 maggio, Marsala subì le conseguenze della seconda guerra mondiale: gli alleati bombardarono la città, con gravissimi danni e centinaia di morti che gli valsero la Medaglia d’Oro al Valor Civile.

[dal sito wikipedia.org]